Manganelli, Giorgio (Milano, 1922 novembre 15 - Roma, 1990 maggio 28)

Nasce a Milano il 15 novembre 1922. Nel 1945 si laurea in Scienze politiche presso l'Università degli Studi di Pavia, dopo aver partecipato alle vicende belliche, prima come arruolato nell'esercito italiano, poi come membro attivo della Resistenza. Dopo la laurea inizia un'intensa attività di traduttore di testi letterari dall'inglese, che lo accompagnerà per tutta la vita. Nel 1946 sposa Fausta Chiaruttini, donna colta di origine slava. Nel 1947 nasce la figlia Amelia (chiamata Lietta). Nel 1953 lascia Milano per stabilirsi definitivamente a Roma, troncando ogni rapporto con i familiari. Nel 1957 diventa insegnante di ruolo di inglese nelle scuole superiori. Dal 1959 al 1965 intrattiene un lungo percorso di psicoterapia con lo psicanalista junghiano Ernst Bernhard [1896-1965], che si rivelerà di importanza fondamentale sia sotto il profilo psicologico sia sotto quello letterario: dagli appunti privati scritti nel corso della terpaia nasce, infatti, la stesura iniziale di Hilarotragoedia, la prima opera compiuta dello scrittore. La pubblicazione di quest'ultima e l'adesione al Gruppo 63 lo rendono noto al mondo letterario, presso cui viene subito considerato un esponente di primo piano della neoavanguardia. Collabora a numerose riviste e quotidiani, tra i quali: “Grammatica”, il “Giorno”, “La Stampa”, “Il Corriere della Sera”, “Il Messaggero”, “L'Espresso”, “Epoca”, “FMR”. Nella primavera del 1970 compie un impegnativo viaggio in Africa, scoprendo in sé una forte passione per i viaggi, che troverà poi uno sbocco letterario in numerosi reportages da vari Paesi del mondo, soprattutto dall'Asia, alcuni dei quali tuttora inediti. Frattanto, insegna letteratura inglese presso l'Università di Roma La Sapienza, ma lascia il posto di docente incaricato nel 1972, profondamente deluso dal mondo accademico, cui si sente sostanzialmente estraneo. Da allora e fino alla morte vive esclusivamente della sua attività di scrittore, diventando, tra l'altro, consulente editoriale per Einaudi, Adelphi, Mondadori e, nel 1987, cofondatore e direttore, con Dante Isella, della Fondazione Pietro Bembo. Colpito da una grave forma di mielite, muore a Roma il 28 maggio 1990.
Tra le sue opere più significative: Hilarotragoedia (1964), Letteratura come menzogna (1967), Nuovo Commento (1969), Centuria (1979), Laboriose inezie (1986), Improvvisi per macchina da scrivere (1989).
[Cfr. DLI, p. 449, DBI, vol. 68 (2007)]

Funzioni e occupazioni

  • narratore
  • giornalista
  • traduttore
  • docente universitario

Complessi archivistici

Fonti

  • DLI = Dizionario della Letteratura italiana, Garzanti, 2005
  • DBI = Dizionario biografico degli Italiani, Istituto della enciclopedia italiana, 1960 -

Compilatori

  • Prima redazione: Silvia Albesano
  • Integrazione successiva: Gabriele Rossini - Data intervento: 17 gennaio 2017