Cesareo, Giovanni Alfredo (Messina, 1860 gennaio 24 - Palermo, 1937 maggio 7)

Nasce a Messina, dove compie gli studi, e si trasferisce poi a Roma, dove svolge un'intensa attività giornalistica in collaborazione con l'editore Sommaruga (che gli attira antipatie come quella di Carducci) parallelamente agli studi di erudizione presso la Biblioteca Vaticana. Nel 1898 vince la cattedra di Letteratura italiana all'Università di Palermo. Socio attivo, poi presidente dell'Accademia di scienze, lettere ed arti di Palermo, socio corrispondente dell'Accademia della Crusca, nel 1922 entra a far parte del Consiglio superiore della pubblica istruzione (fino al 1923). Senatore dal 1924. Studioso della poesia delle origini e di Petrarca, Leopardi, Salvator Rosa, seguace dell'estetica desanctisiana, cui ispira la Storia della letteratura italiana (1908), è anche autore di versi (le Poesie, 1912, in cui confluiscono raccolte precedenti, I canti di Pan, 1920, I colloqui con Dio, 1928), e opere teatrali (tra altre, Francesca da Rimini, 1905; La Mafia, 1921).
[Cfr. DBI, vol. XXIV, pp. 146-149]

Funzioni e occupazioni

  • poeta
  • drammaturgo
  • docente universitario
  • giornalista

Complessi archivistici

Fonti

  • DBI = Dizionario biografico degli Italiani, Istituto della enciclopedia italiana, 1960 -

Compilatori

  • Silvia Albesano