Gatto, Alfonso (Salerno, 1909 luglio 17 - Capalbio, 1976 marzo 8)

Nasce a Salerno; nel 1926 si iscrive all'università a Napoli, ma abbandona gli studi prima della laurea. Nel corso della sua vita cambierà più volte città e mestiere (istitutore di collegio, commesso di libreria, insegnante, critico d'arte, giornalista). Nel 1934 si trasferisce a Milano, dove due anni più tardi verrà arrestato e incarcerato sei mesi per antifascismo; nel 1938 a Firenze: qui fonda con Pratolini “Campo di Marte”; nel 1941 a Bologna, dove insegna e collabora a “Primato”. Partecipa alla Resistenza, e divenuto inviato speciale dell'“Unità”, risiede a Roma dal 1946. Tra gli anni '50 e '70 – dimessosi dal PCI – continua a collaborare con numerose riviste e quotidiani: “Epoca”, “Milano Sera”, il “Giornale del mattino”, “L'Avvenire”, “Il Resto del Carlino”, “Il Mondo”, “L'Espresso”, “L'Europeo”.
Pittore e critico d'arte, Gatto ha esposto i suoi quadri in molte città d'Italia, e ha pubblicato saggi e monografie dedicate ad artisti (Cagli, Sironi, Carrà, Rosai, Atanasio Soldati e molti altri).
Tra le sue raccolte poetiche: Isola (1932), Morto ai paesi (1937), Poesie (1939, 1941, 1943), Nuove poesie (1949), La forza degli occhi (1954), La storia delle vittime (1966), Rime di viaggio per la terra dipinta (1969) e Desinenze (postuma, 1977).
Tra le prose: La sposa bambina (1944), La coda di paglia (1948), Carlomagno nella grotta (1962).
[Cfr. DBI, vol. LII, pp. 646-649]

Funzioni e occupazioni

  • poeta
  • insegnante
  • giornalista
  • pittore
  • critico d'arte

Complessi archivistici

Soggetti produttori

Fonti

  • DBI = Dizionario biografico degli Italiani, Istituto della enciclopedia italiana, 1960 -

Compilatori

  • Silvia Albesano