Marin, Biagio (Grado, 1891 giugno 29 - Grado, 1985 dicembre 24)

Nasce a Grado, e compie gli studi tra Gorizia, Pisino d'Istria e Vienna – dove si iscrive alla facoltà di Filosofia – Firenze, e infine Roma, dove si laurea in filosofia nel 1919 con Giovanni Gentile. Partecipa intanto alla prima guerra mondiale, prima nell'esercito austroungarico quindi, dopo Caporetto, come volontario nelle file italiane. Dopo la laurea, insegna per due anni filosofia e pedagogia all'istituto magistrale di Gorizia, quindi è ispettore scolastico del mandamento di Gradisca, fino al 1923, anno in cui passa a dirigere (per 14 anni) l'azienda balneare e di cura di Grado. Dal 1938 al 1941 torna ad insegnare (letteratura, filosofia e storia a Trieste); diventa infine bibliotecario presso la sede triestina delle Assicurazioni Generali, fino al 1956. Nel 1945 è presidente del CLN di Trieste. Nel 1968 ritorna ad abitare a Grado.
Tra le raccolte poetiche: Fiuri de tapo (1912), Le litànie de la Madona (1949), Solitàe (1961), Elegie istriane (1963), In non tempo del mare (1965), El mar de l'eterno (1967), I canti de l'isola (1970), La vita xe fiama (1972), A sol calao (1974), El critoleo del corpo fracassao (1976), In memoria (1978), Nel silenzio più teso (1980), Poesie (1981), La vose de la sera (1985).
[Cfr. DLI, pp. 457-458]

Funzioni e occupazioni

  • poeta
  • insegnante
  • bibliotecario

Complessi archivistici

Fonti

  • DLI = Dizionario della Letteratura italiana, Garzanti, 2005

Compilatori

  • Silvia Albesano