Rebora, Roberto (Milano, 1910 gennaio 1 - Milano, 1992 febbraio 29)

Nasce a Milano; in gioventù frequenta il gruppo della rivista “Corrente”, su cui comincia a scrivere. Durante la seconda guerra mondiale, è internato militare a Wietzendorf, in un lager tedesco (suoi compagni di prigionia sono tra gli altri Giovannino Gaureschi, Giuseppe Lazzati, Enzo Paci). Per oltre mezzo secolo è critico teatrale, e direttore di istituzioni come il Piccolo Teatro della Città di Genova (1951-52), con Nino Furia, e la Scuola d'arte drammatica di Milano (1961-1962), con Paolo Grassi e Ruggero Jacobbi. Collabora tra l'altro a “Sipario”, alla “Rivista Italiana di Drammaturgia”, al “Corriere del Ticino”. Traduce narrativa e teatro: Gide, Beckett, Mauriac, Billetdoux, Nobecourt e altri.
Tra le raccolte poetiche: Misure (1940), Dieci anni (1950), Il verbo essere (1965), Non altro (1977), _Per il momento (1983), Parole cose (1987), Non ancora (1989), Fra poco (1991), Della voce umana e poesie inedite (1998); tra le prose: Al tempo che la vita era inesplosa. Ricordo di Clemente Rebora (1986), Prose disperse (2003).
[Cfr. DLI, pp. 603-604]_

Funzioni e occupazioni

  • poeta
  • critico teatrale
  • traduttore

Complessi archivistici

Compilatori

  • Silvia Albesano