Stuparich, Giani (Trieste, 1891 - Roma, 1961)

Nasce a Trieste. Compie studi classici, quindi si iscrive all'Università di Praga per trasferirsi dopo un anno all'Università di Firenze, dove si laurea in Letteratura italiana con una tesi su Machiavelli, e collabora alla “Voce”. Nel 1915, allo scoppio della prima guerra mondiale, si arruola come volontario insieme al fratello Carlo – che morirà di lì a poco – e all'amico Scipio Slataper. Combatte prima sul Carso, presso Monfalcone, e poi sul monte Cengio. Ferito due volte, viene fatto prigioniero, e internato in cinque campi di concentramento austriaci. Tornato a Trieste, insegna per molti anni italiano al liceo Dante Alighieri. Rifiuta la tessera fascista; nel 1945, viene internato per un breve periodo insieme alla moglie Elody Oblath e alla madre nella Risiera di San Sabba, a seguito di una delazione.
Partigiano, membro del Comitato di Liberazione Nazionale (CLN), nel secondo dopoguerra gli viene offerto un incarico alla Soprintendenza ai monumenti, cui affianca l'attività di giornalista, collaborando con “La Stampa” (1932 – 1955) e “Il Tempo”.
Tra i suoi scritti, il saggio Nazione Czeca (1915); le prose autobiografiche Colloqui con mio fratello (1925), Guerra del '15 (Dal taccuino di un volontario) (1931), Trieste nei miei ricordi (1948), Ricordi istriani (1961); le prove narrative Racconti (1929), Nuovi racconti (1935), Ritorneranno (1941), Simone (1953); la raccolta di versi _ Poesie 1944-1947_ (1955).
[Cfr. DLI, pp. 683-684]

Funzioni e occupazioni

  • narratore
  • giornalista
  • poeta

Complessi archivistici

Fonti

  • DLI = Dizionario della Letteratura italiana, Garzanti, 2005

Compilatori

  • Silvia Albesano