Bellintani, Umberto (San Benedetto Po (MN), 1914 maggio 10 - San Benedetto Po (MN), 1999 ottobre 7)

Nato a Gorgo, frazione di San Benedetto Po (MN), Bellintani fra il 1932 e il 1937 frequentò l'Istituto Superiore per le Industrie Artistiche (ISIA) di Monza, dove ebbetra i maestri Marino Marini ed Edoardo Persico. Richiamato alle armi nel 1940, combattè in Albania e in Grecia. Fu prigioniero, dal 1943 al 1945, nei campi di lavoro di Górlitz e Dachau in Germania e di Torn e Peterdorf nell'attuale Polonia. Alla fine del conflitto, abbandonata la scultura, dapprima fu insegnante di disegno presso la Scuola di Arti e Mestieri di San Benedetto Po, poi applicato di segreteria presso la locale Scuola Media. Sposatosi nel 1940 con Eva Pedrazzoli, ebbe due figli, Marino e Rita. Il suo esordio poetico avvenne nel 1946, quando, classificandosi al secondo posto, ex aequo con Vittorio Sereni, al Premio Internazionale “Libera Stampa” di Lugano, cominciò a suscitare l'interesse della critica più avveduta e a pubblicare poesie sul “Politecnico” di Elio Vittorini e su “Paragone” di Roberto Longhi. Del 1953 è la pubblicazione della sua prima raccolta di versi, Forse un viso tra mille. Del 1955 è la raccolta Paria (Edizioni della Meridiana, a cura di Vittorio Sereni, prefazione di Giansiro Ferrata) e del 1963 E tu che m'ascolti (pubblicata nella collana “Lo specchio” di Mondadori). Seguì un periodo di silenzio durato ben 35 anni. Nel 1998, poco prima della morte, avvenuta il 7 ottobre 1999, uscirono le raccolte Nella grande pianura (a cura di Maurizio Cucchi, Mondadori editore) e Canto autunnale (a cura di Italo Bosetto, Perosini editore in Verona). Nel 1999 vinse il Premio di Poesia Circe Sabaudia e il Premio Speciale David Maria Turoldo, che fu consegnato postumo, il 29 ottobre, alla figlia Rita. Nel 1996 apparve una selezione di poesie di Bellintani nell'antologia Poeti italiani del secondo Novecento, a cura di Maurizio Cucchi e Stefano Giovanardi, pubblicata nella collana “I Meridiani” di Mondadori. Fra le varie collaborazioni artistiche prestate da Bellintani nel corso della sua vita, notevole fu quella con il regista Franco Piavoli, con cui lavorò alla sceneggiatura del film Voci nel tempo (1996), apparendovi anche in alcune sequenze. Nel 2004 il regista omaggiò la figura di Bellintani con il lungometraggio Affettuosa presenza, la cui sceneggiatura attinge alla corrispondenza, allora inedita, fra Bellintani e l'amico poeta fiorentino Alessandro Parronchi.

Complessi archivistici

Compilatori

  • Inserimento dati: Nicoletta Trotta - Data intervento: 27 settembre 2016